Pensiero numero 4
di ilsoffiodihis
di Maurizio Deiana
Pensiero numero uno, pensiero numero due, pensiero numero tre, pensiero numero mille! Che scazzo.
Stamattina tutti mi guardavano strano: ok, è una vita che mi dicono che sono strano e altre cose, il problema però, se di problema si tratta, è che i mattarelli del quartiere iniziano a salutarti con nomi assurdi, tipo: “ Ciao Jack! Come va?”, e spalancano la bocca per riempirla con un sorriso, come se fosse una festa a cui sono invitati tutti i denti. Io rispondo. Io, rispondo: “Bene Lulù, bene!” e ci sorridiamo, uno dando del matto all’altro. Magari sta gente non esiste ed è solo frutto della mia virtuosa fantasia, o forse no, insomma, non so distinguere più la differenza; ma la revisione della realtà/verità è un’equazione con troppe incognite, e sono sempre più convinto che un assioma possa sollevare la mia ragione dalla responsabilità di far tornare sempre i conti. ( ? )
Però, ok i presunti matti, ma gli sguardi erano sempre più divertiti, con quel bisbigliare tipico del pettegolezzo. Cammino per via Giussano, con il mia solita andatura ciondolante e stanca, e mi sentivo anche un po’ sporco, sporco di pensieri strani.
Arrivo all’edicola, prendo il giornale come ogni giorno e il tipo mi ride in faccia. Non ho reazioni, pago e me ne vado. A questo punto si sono fatte le dodici e quarantacinque, mi infilo dentro uno dei due bar che mi è solito frequentare (dipende dal turno delle cameriere), e là tutto mi è più chiaro. Il Sig. Carlo sbotta a ridere e con slancio romanesco dice: “A frocio! Che la carota ce l’hai ancora in der culo?”. Mi ero scordato le orecchie da coniglietta in testa, Betty aveva insistito tanto perché anche io le provassi. Rimembro: ma la carota?
Ps: sonouncretino.