Favola
di ilsoffiodihis
di Maurizio Deiana
È ancora bello essere qua, su questa strada poco affollata, coi lupi che mi guardano dal fondo di vie buie e strette, con qualche luce che sbraccia dai cortili di case che sembrano di cartone; con i rami di alberi, forse veri, che si muovo come se fossero gesti delle braccia di Fellini, che dice a una comparsa in un suo possibile film in bianco e nero, che si potrebbe chiamare “Illusione”, di andare più in là, un po’ più in là, al margine del campo, quasi fuori.
E sento passi, sento voci, vengo investito da luci, si muovono tutt’intorno ombre, ora lunghe delle mie vanità mute, ora corte delle mie mani sul mio viso senza bocca e occhi.
E la cipria sul mio viso, lascia uno sbuffo su tutte le guance a cui do baci; vorrei saper ballare per rendere omaggio alla musica di archi in tre quarti, che sento provenire dalla stanza del suo sorriso. Sorriso di fotografia.